
Opere ambientali e infrastrutturali per la migliore integrazione nella Piana
Un territorio agricolo e paludoso da tutelare e valorizzare
La Piana fiorentina è da secoli un territorio agricolo, attraversato da canali e in parte storicamente paludoso: un equilibrio idraulico delicato, oggi messo sotto pressione dall'urbanizzazione e dall'edificabilità diffusa. Il Masterplan 2035 fa della Piana il cuore della propria strategia di compensazione ambientale: meno suolo consumato rispetto al piano del 2014-2029, un sistema delle acque adeguato per gestire il rischio idraulico, 164 ettari di nuove aree naturali e 57 ettari di aree per il parco pubblico. Gli interventi rientrano nella procedura di Valutazione di Incidenza (VincA) integrata nella VIA-VAS, a tutela del sito Natura 2000 IT5140011 “Stagni della piana fiorentina e pratese” e delle altre aree di rilevanza naturalistica interessate dal progetto.

Compensare l'impatto ambientale del nuovo assetto aeroportuale contribuendo alla realizzazione del grande parco della piana e con un sistema delle acque che riduce il rischio idraulico della porzione di piana interessata dal progetto.
Un grande parco per compensare e proteggere il territorio
Il progetto del nuovo masterplan si integra nella Piana affiancando alla nuova pista un sistema di compensazioni su scala vasta con meno suolo consumato rispetto al piano 2014-2029, una gestione delle acque a garanzia della sicurezza idraulica, nuove porzioni del parco della piana, una nuova viabilità integrata.
Il nuovo assetto richiede una superficie inferiore rispetto al Masterplan 2014-2029, meno ettari da acquisire e minori aree impermeabilizzate.
Il principio di invarianza idraulica guida il progetto: le nuove aree di laminazione e le altre opere sul sistema delle acque compensano ogni superficie impermeabilizzata e riducono il rischio di allagamento.
Nuovi raccordi e percorsi dedicati riducono l'impatto del cantiere e della futura viabilità aeroportuale sulla rete stradale esistente, integrandosi con la mobilità della Piana.
14,4 ha dell'attuale sedime aeroportuale saranno restituiti al territorio.
Quattro nuove aree a Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Signa, con due nuove zone umide in sostituzione del laghetto di Peretola e dell'area Val di Rose e La Querciola.
Tra il confine dello scalo e il polo universitario di Sesto Fiorentino, attraversata da percorsi pedonali e ciclabili con punti di sosta panoramici.

Il Parco della Piana
A Sesto Fiorentino nascerà una nuova area a parco, parte del più ampio disegno di compensazione ambientale del Masterplan 2035: spazi verdi, percorsi accessibili e habitat naturali restituiti al territorio e alla città.

Fasce vegetate che collegano gli habitat esistenti e restituiscono continuità alla biodiversità della Piana.

Nuovi habitat naturali in sostituzione delle aree umide interferite, a beneficio della fauna locale.

Percorsi ciclopedonali e spazi fruibili aperti ai cittadini di Sesto Fiorentino e dell'area metropolitana.
Un territorio fragile, oggi esposto a rischi crescenti
La natura del territorio e le pressioni sull'uso del suolo rendono la Piana un'area delicata, dove ogni intervento deve fare i conti con l'acqua e con l'equilibrio tra sviluppo e tutela.
Zona storicamente paludosa
Gran parte della Piana è un'area a rischio idraulico: senza interventi mirati, l'impermeabilizzazione del suolo aumenterebbe il rischio di esondazioni verso i centri abitati vicini.
Edificabilità e uso del suolo in conflitto
La pressione edificatoria e destinazioni urbanistiche disomogenee rendono difficile conciliare lo sviluppo infrastrutturale con la tutela del paesaggio agricolo della Piana.
Un parco che protegge la Piana e chi la vive
L'integrazione con il Parco della Piana non è solo un'opera di compensazione: ridisegna il rapporto tra lo scalo, l'agricoltura e le comunità che vivono questo territorio, con benefici ambientali e sociali duraturi.

Corridoi ecologici e zone umide rinaturalizzate offrono nuovi habitat per la fauna e la flora della Piana.
Le aree di laminazione e le sistemazioni idrauliche riducono il rischio di esondazione per i centri abitati della Piana.
Percorsi ciclopedonali e aree pubbliche contribuiscono a rendere la Piana accessibile a chi la abita, senza snaturarne la vocazione agricola.
Archivio documentale
I documenti ufficiali relativi al Parco della Piana e alla compensazione ambientale.
Foto e render
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